EN

Media/news

Articoli di giornale e notizie sui nostri interventi.

Cronache Maceratesi ·

Disco verde per tre cantieri: operai al lavoro nelle chiese Santissima Annunziata, Buona Morte e San Donato

Santissima Annunziata, Buona Morte e San Donato: al via i cantieri in tre chiese di Colmurano. I lavori consisteranno nella riparazione dei danni strutturali causati dal sisma del 2016. Gli interventi sono stati progettati dall'ingegnere Enrico Mariotti e dall'architetto Matteo Sampaolesi. I tre interventi sono finanziati dall'ordinanza 105 del 2020 della struttura commissariale. A benedire l'avvio dei lavori il vescovo Nazzareno Marconi che stamattina ha augurato buon lavoro ai tecnici e agli operai impegnati nella chiesa di San Donato. Presenti anche il sindaco Mirko Mari e il parroco don Eugenio Tordini.

Leggi l’articolo

Radio Nuova inBlu ·

Colmurano, aperti i cantieri di tre chiese: Santissima Annunziata, Buona Morte e San Donato

Nella festa liturgica di San Vincenzo Maria Strambi, copatrono della Diocesi di Macerata, il Vescovo Nazzareno Marconi ha presieduto il Rito di Benedizione per l’apertura dei cantieri di lavoro presso le chiese della Santissima Annunziata e della Buona Morte a Colmurano. Avviato il restauro della chiesa di San Donato. Il Vescovo ha affidato al Signore i tecnici e gli operai e il buon esito del lavoro; ha inoltre chiesto alla Comunità Parrocchiale di accompagnare il cantiere con la preghiera. I lavori consisteranno nella riparazione dei danni strutturali prodotti dal Sisma del Centro Italia del 2016. Progettati dall’Ing. Enrico Mariotti e dall’Arch. Matteo Sampaolesi, i restauri delle chiese della Santissima Annunziata e della Buona Morte saranno eseguiti dalla SCISCIANI & FRASCARELLI srl, della chiesa di San Donato, invece dalla Crucianelli Rest\Edile srl, in collaborazione con la Eures Arte srl per le opere in OS2A. Gli interventi sono finanziati tramite l’Ordinanza del Commissario Straordinario per la Ricostruzione post Sisma del Centro Italia 2016, n. 105 del 22.08.2020. Hanno partecipato ai riti il parroco emerito, Don Eugenio Tordini, il Sindaco di Colmurano, Mirko Mari, i tecnici e le imprese esecutrici. In particolare la Diocesi ringrazia l’Ufficio Speciale per la Ricostruzione della Regione Marche, la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, il Comune di Colmurano per la preziosa collaborazione istituzionale e sul piano tecnico-amministrativo.

Leggi l’articolo

Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016 ·

Approvato l’intervento di riparazione locale della Chiesa di San Gregorio Magno

Restituiamo alla popolazione un altro gioiello architettonico, storico e religioso che fa parte della nostra tradizione- sottolinea il Commissario alla Ricostruzione sisma 2016 Guido Castelli – Ringrazio il presidente della Regione Francesco Acquaroli, l’Arcivescovo Francesco Massara, l’Ufficio ricostruzione e il sindaco Giuliano Ciabocco per l’ottima e sempre proficua collaborazione.

Leggi l’articolo

Cronache Maceratesi ·

Abbazia di Santa Maria di Rambona, effettuato il rilievo geometrico dell’intero complesso edilizio

Prosegue l'intervento di recupero, il vescovo di Macerata Nazzareno Marconi: «Sintetizzati i molteplici stimoli pervenuti dal territorio con le diverse esigenze di culto, pastorali e culturali, nella convinzione che soltanto una visione unitaria e di lungo termine potrà restituire a questo luogo il ruolo che merita». «Effettuato dallo staff dei progettisti, coordinato dal professor Mauro Saracco, il rilievo geometrico dell'intero complesso edilizio dell'Abbazia di Santa Maria di Rambona in Pollenza, costituito dalla cripta, dalla villa e dalla ex aula carolingia, interfacciandosi con i tre enti proprietari di riferimento, rispettivamente la diocesi, la parrocchia Santa Maria Assunta e l'Istituto diocesano per il sostentamento del clero». E' la stessa diocesi ad annunciarlo, con una sorta di punto sullo stato dell'intervento di recupero. La progettazione viene condotta in maniera unitaria, benché tali macro elementi seguiranno diversi canali di finanziamento (parte in ricostruzione privata, parte in ricostruzione pubblica) - prosegue il comunicato -. Sono state svolte nuove indagini conoscitive propedeutiche alla progettazione, secondo quanto autorizzato dalla Soprintendenza, a livello geologico, geotecnico e sismico; le prove strutturali e le stratigrafie da parte del restauratore, e sono state reperite ed esaminate quelle già svolte.

Leggi l’articolo

Cronache Maceratesi ·

“Ritorno alla bellezza”: San Ginesio riapre le porte di Sant’Agostino

TAGLIO DEL NASTRO per la mostra curata da Matteo Sampaolesi che segna la rinascita culturale del borgo. Presente anche il rettore Unicam, Claudio Pettinari. Le porte dell'auditorium di Sant'Agostino si sono finalmente riaperte, inaugurata a San Ginesio la mostra "Hoc Opus. Ritorno alla bellezza" promossa dal Comune con il patrocinio della Regione Marche e dell'Icom (International Council of Museums Italia). Tantissime le persone che hanno voluto prendere parte allo straordinario momento che segna un primo, ma fondamentale, passo di rinascita culturale del borgo seppur, per motivi legati alle normative vigenti di sicurezza anti-covid, in molti hanno dovuto attendere fuori il proprio turno. Una cerimonia avvolta da un'atmosfera solenne, conferita anche dall'eleganza dell'apparato espositivo realizzato da pannellature in legno di radica chiaro che risaltano ancora di più l'imponenza e la bellezza delle opere. Gli sguardi colmi di felicità dei tanti visitatori hanno potuto nuovamente ammirare le opere mancate per lungo tempo e fermarsi di fronte la celebre Pala di Sant'Andrea e la battaglia fra Ginesini e Fermani realizzata intorno al 1463 da Nicola di Ulisse da Siena che in occasione di questa esposizione è stata ricollocata nella sua posizione originaria (secondo altare sinistro dell'aula). Nella sagrestia dell'Auditorium è stata poi dedicata una sezione speciale al pittore ginesino Domenico Malpiedi del XVI sec., spesso ingiustamente considerato con il consueto pregiudizio negativo riservato alle espressioni artistiche cosiddette provinciali", e che merita ancora uno studio complessivo che riconsideri la sua formazione. Con la voce rotta dall'emozione ad aprire la cerimonia è stato il primo cittadino Giuliano Ciabocco il quale ha rimarcato l'importanza del momento per tutto un intero territorio che dopo i tragici eventi del sisma del 2016, è stato privato delle proprie bellezze culturali. Il sindaco ha inoltre sottolineato la straordinarietà dell'impresa, realizzata in tempi record, che ha consentito allo stesso tempo la riapertura dell'Auditorium, dopo gli interventi di messa in sicurezza, e il ritorno a casa delle opere. Un sentito ringraziamento è stato rivolto al curatore e organizzatore dell'intera esposizione, l'architetto ginesino Matteo Sampaolesi il quale, riconoscente per la fiducia ricevuta, ha voluto spiegare alla platea degli invitati la sua idea di allestimento « concepito come una architettura parassita che fornisce stabilità statica generando nuovi spazi e prospettive all'interno della persistenza. L'uso del legno povero è un voluto richiamo all'effimero e al tempo sospeso che tuttora si sta vivendo». Hanno poi fatto seguito le parole del rettore Unicam, Claudio Pettinari, e del presidente del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, Andrea Spaterna, i quali hanno voluto ribadire la loro vicinanza a San Ginesio quale città strategica sotto il profilo culturale turistico e formativo ubicata all'ingresso del Parco Nazionale. E' intervenuto anche l'ingegner Paolo Iannelli, Soprintendente Speciale per le aree colpite dal sisma del 24 agosto 2016 il quale ha elogiato l'operazione fatta dal comune che ha coniugato la messa in sicurezza dell'edificio con un evento espositivo di enorme portata e di straordinario appeal per i turisti. Non sono infine mancati i ringraziamenti da parte dell'Assessore alla Ricostruzione, Giordano Saltari a tutti coloro, imprese, dipendenti e collaboratori che hanno lavorato senza sosta in questa operazione di rinascita culturale. A concludere il lieto evento una bellissima esibizione della Corale Bonagiunta da San Ginesio che ha intonato arie celebri di Giuseppe Verdi e rivolto uno speciale omaggio al maestro Ennio Moricone con le note immortali della colonna sonora di "C'era una volta in America".

Leggi l’articolo

Il Resto del Carlino ·

"Hoc Opus", tornano a splendere i gioielli feriti dal terremoto

Riaprono le porte dell’auditorium Sant’Agostino: inaugurata l’esposizione curata da Matteo Sampaolesi.orte dell’auditorium di Sant’Agostino finalmente riaperte con l’inaugurazione della mostra "Hoc Opus. Ritorno alla bellezza", promossa dal Comune con il patrocinio della Regione e dell’Icom (International Council of Museums Italia), dopo gli interventi di messa in sicurezza e il ritorno a casa delle opere. Da sabato abitanti e visitatori possono nuovamente ammirare i tesori mancati per lungo tempo e fermarsi di fronte la celebre pala di Sant’Andrea e la battaglia fra ginesini e fermani realizzata intorno al 1463 da Nicola di Ulisse da Siena che in occasione di questa esposizione è stata ricollocata nella sua posizione originaria.

Leggi l’articolo

AgenziaCULT ·

“HOC OPUS”: in mostra le opere pittoriche della Pinacoteca Antica di San Ginesio

Ogni viaggio ha una fine e dopo quattro anni, con l’inaugurazione alle ore 18.00 di sabato 18 luglio della mostra “Hoc Opus. Ritorno alla Bellezza” – allestita presso l’Auditorium Sant’Agostino del comune di San Ginesio – le preziose opere pittoriche che ante sisma riempivano lo spazio della Pinacoteca Antica di San Ginesio torneranno infine al proprio territorio di appartenenza. Un “Ritorno alla Bellezza” che viene restituita alla propria comunità e diventa fruibile anche a quella platea di turisti alla ricerca di Borghi ricchi di storia e cultura come San Ginesio. Un momento di ripartenza del territorio che verrà ulteriormente arricchito, durante l’inaugurazione, da una esibizione della Corale Bonagiunta da San Ginesio. “La mostra segna una tassello molto importante verso quel percorso di rinascita che l’Amministrazione comunale sta portando avanti” – afferma il Sindaco di San Ginesio, Giuliano Ciabocco – “grazie a questa occasione raggiunge un duplice traguardo: circondare nuovamente i ginesini, e non solo, delle opere simbolo della comunità e poterlo fare all’interno di uno spazio altrettanto importante quale quello dell’Auditorium di Sant’Agostino, che verrà riaperto per questo memorabile appuntamento“.Il percorso espositivo parte con dipinti più antichi e significativi a partire dalla tavola raffigurante Sant’Andrea e la battaglia fra Ginesini e Fermani, opera manifesto della Pinacoteca stessa realizzata intorno al 1463 da Nicola di Ulisse da Siena e che in occasione di questa esposizione verrà ricollocata nella sua posizione originaria (secondo altare sinistro dell’aula). Seguirà il Matrimonio mistico di Santa Caterina riferibile alla bottega di Domenico Ghirlandaio, e non mancheranno le opere dei due pittori ginesini, Stefano Folchetti e Domenico Malpiedi. Sarà esposta anche la pala raffigurante la Madonna in trono con il Bambino e i santi Francesco, Girolamo, Caterina e Maddalena capolavoro della maturità di Vincenzo Pagani, databile dopo la metà del XVI sec. e la Pietà di Simone De Magistris con i santi Bartolomeo, Sebastiano, Rocco e Ginesio, che traduce in pittura il modello michelangiolesco della Pietà vaticana, rivisto secondo i canoni controriformistici, datata 1594. Tutte le altre opere che ritorneranno finalmente alla luce faranno riferimento al XVII-XVIII sec. Sono derivazioni di qualità da Battistello Caracciolo e da Carlo Maratti le due tele raffiguranti rispettivamente la Visitazione, dono alla Pinacoteca della famiglia dei Conti Onofri, e la Madonna Assunta in cielo tra angeli, in deposito dalla chiesa di Santa Maria in Vepretis dei Padri Caracciolini. Anche altri dipinti possono essere interpretati come continuazione ideale della lezione marattesca, in armonia con l’orientamento moderato della cultura figurativa marchigiana, che privilegia quella linea di calibrata conciliazione tra classicismo e barocco, tra antico e moderno tanto gradita ai committenti.

Leggi l’articolo

Cronache Ancona ·

Capolavori Sibillini. Le Opere dai Luoghi del sisma in mostra a Milano

Musei della Rete Museale dei Sibillini hanno presentato ieri in conferenza stampa al pubblico milanese la mostra "Capolavori Sibillini, Le Marche e i Luoghi della Bellezza", a cura di Daniela Tisi e Vittorio Sgarbi, in collaborazione con il Museo Diocesano di Milano "Carlo Maria Martini". Una prestigiosa selezione di 56 opere, provenienti dai luoghi marchigiani colpiti dal terremoto del 2016, L'assessore Moreno Pieroni a Milano in occasione della conferenza stampa di presentazione della mostra esposta al Museo Diocesano di Milano, da oggi, 21 dicembre al 30 giugno 2018 dopo all'allestimento dei mesi scorsi a Osimo (leggi l'articolo). In mostra capolavori di grandi maestri come Perugino, Crivelli, Spadino, Cristoforo Munari, Cristoforo Unterperger, Corrado Giaquinto, Simone De Magistris, Ignazio Stern, Nicola di Ulisse da Siena, Salvatore Monosilio, Vincenzo Pagani: ricchezze culturali di un territorio dove l'arte e la bellezza devono essere preservati. «Iniziamo oggi - ha detto l'assessore regionale al Turismo-Cultura, Moreno Pieroni in conferenza stampa-con questa splendida iniziativa, a dare concretezza al Piano promozionale turistico del 2018 che punta in maniera particolare sulla cultura e sul patrimonio artistico della nostra regione, per una promozione integrata del brand Marche a livello europeo. E anche un modo diverso per fare gli auguri di Natale alle Marche da Milano, da una vetrina nazionale e internazionale che, siamo sicuri, servirà a rilanciare i territori colpiti dal sisma e a tenere alta l'attenzione su quanto valore culturale possano esprimere ed offrire ai visitatori. Un'azione che fa parte di una misura, 'Antenna Milano per l' Italia' che si riempirà di iniziative nel corso dell'anno e pensata per comunicare attrattività invitando alla scoperta delle nostre bellezze. La Regione sta investendo molto sulla cultura identitaria e non solo dei luoghi colpiti da promuovere attraverso ogni tipo di iniziativa e la stessa Rete museale, che comprende i comuni dei Sibillini e delle aree interne, ne è una dimostrazione tangibile ed efficace».

Leggi l’articolo

Giornalesentire ·

Il Rinascimento segreto La mostra di Vttorio Sgarbi tra Urbino Fano e Pesaro

''Il Rinascimento non fu una improvvisa saracinesca alzata su un prima e un dopo'' a dirlo è Vittorio Sgarbi. Le tre mostre da lui curate e allestite tra Fano, Pesaro e Urbino: "Rinascimento Segreto" (48 mila visitatori) hanno messo in luce il peso specifico di un movimento culturale che fu in tutt'Italia pieno di fermenti e di soluzioni originali. Palazzo Ducale a Urbino, il Museo Archeologico e la Pinacoteca del Palazzo Malatestiano a Fano e i Musei Civici di Palazzo Mosca a Pesaro raccolsero resistenze ed echi bizantiniani, ma anche intuizioni, alcune di assoluta modernità grazie ad ottanta opere tra dipinti e sculture, disegni e oggetti d’arte sacra, datate da inizio del Quattrocento alla metà del Cinquecento, che costituivano un patrimonio "privato" e sconosciuto, mai esposto in musei pubblici in quanto proprietà di fondazioni bancarie, istituzioni o collezionisti privati (tra i quali lo stesso Sgarbi). E' tra 1470 e 1475 che la creatività dei pittori raggiunge il suo apice e procede per frasi quinquennali, fino alla metà del Cinquecento. Sono gli anni di Mantegna, Cosmè Tura, Botticelli, Leonardo, di Raffaello, Michelangelo, ma anche di Giovanni Bellini, di Lorenzo Lotto, Tiziano, Correggio, del Parmigianino. Gli artisti si sfidano e cercano di superare se stessi ancora forti di quell'Umanesimo ch ha preceduto il Rinascimento. Ma accanto a questi grandi ci sono tanti "minori" straordinariamente rinascimentali di scuola toscana, umbra, veneta, lombarda, emiliana e romagnola. Ne citiamo solo qualcuno: Piero del Pollaiolo, Raffaello, Perugino, Giulio Romano, Matteo Civitali, Agostino di Duccio, Desiderio da Settignano, Bonifacio de’ Pitati, Giovanni Bonconsiglio detto Marescalco, Benvenuto Tisi detto Garofalo, Dosso Dossi, Agostino da Lodi, Cesare Magni, Giovanni Francesco da Rimini, Bartolomeo Ramenghi detto il Bagnacavallo, Paolo da Visso, Giovan Francesco Penni, Liberale da Verona, Cola dell’Amatrice. Tra loro tanti ferraresi (come Sgarbi peraltro) e tutte le scuole del Rinascimento italiano: dai veneziani ai fiorentini, dagli artisti romani ai marchigiani, con Raffaello tra questi. Intendiamoci: anche prima di quegli anni l'arte era stata sublime. «...Ma Piero della Francesca la arricchisce di una intelligenza che trasforma la pittura in pensiero, in teorema, ben oltre le esigenze devozionali» spiega Sgarbi, che indica il “salto” nella iconografia religiosa di cui la mostra da ampio saggio soprattutto a Urbino. A Pesaro è andata di scena la capacità coloristica del periodo e si può individuare un tema di fondo: la donna, o meglio, la sua più alta espressione di Madonna. E' Madre, Vergine, Incoronata. Tra le opere che risentono ancora di echi bizantini, anche una particolare Pietà di Marco Palmezzano dove intervengono due piccoli angioletti, non belli (anzi bruttini), ma partecipi intenti a confortare il Cristo oltraggiato dagli uomini. A Fano, fari puntati su Cristo e chi l'ha preceduto, il Battista. Il magnifico busto di san Giovanni, di Giovan Francesco Rustici, dove la pietra fa intuire le vesti di pelle e pelliccia del Battista, bello come un dio greco, con il poderoso petto e i capelli leonini. Tra le pale anche ceramiche, oreficeria, arte sacra. A Urbino nelle sale del Castellare di Palazzo Ducale tele a soggetto sacro: tre curiose versioni del martirio di San Sebastiano con fattezze molto femminili. In quella del Perugino, il santo - pur legato - sembra accennare a danzare un inchino, mentre Bernardino da Tossignano, pur dipingendolo al costato e alla gamba ce lo restituisce quasi con un corpo statuario di donna. Infine Girolamo Marchesi da Cotignola: anch'egli lo mostra trafitto ma con sguardo trasognato, persino assente e del tutto incurante, e anche qui, quasi danzante. Il tema assolutamente interessante è Gesù Bambino e Giovanni, il cugino e il futuro Battista. L'iconografia tende di solito a mostrarlo adulto in quanto gli ha preparato la strada, in realtà dalla storia sappiamo che erano coetanei. E così in due tele molto suggestive vediamo i due cugini con le rispettive madri, l'una giovane e diafana, in quanto pura e vergine, l'altra attempata e dalla pelle scura. Allestite da Sistema Museo le tre mostre hanno narrato la storia più bella d'Italia: quella rinascimentale, di cui andiamo fieri.

Leggi l’articolo

Artribune ·

Capolavori Sibillini. Le Marche e i luoghi della bellezza

I Musei della Rete Museale dei Sibillini presentano al pubblico milanese “Capolavori Sibillini, Le Marche e i Luoghi della Bellezza”, a cura di Daniela Tisi e Vittorio Sgarbi, in collaborazione con il Museo Diocesano. Una prestigiosa selezione di 56 opere, provenienti dai luoghi marchigiani colpiti dal terremoto del 2016, sarà esposta al Museo Diocesano di Milano, dal 21 dicembre al 30 giugno 2018. In mostra capolavori di grandi maestri come Perugino, Crivelli, Spadino, Cristoforo Munari, Cristoforo Unterperger, Corrado Giaquinto, Simone De Magistris, Ignazio Stern, Nicola di Ulisse da Siena, Salvatore Monosilio, Vincenzo Pagani: ricchezze culturali di un territorio dove l’arte e la bellezza devono essere preservati. La Rete Museale dei Sibillini nasce nel 2013 e ad oggi è costituita da dieci comuni: Montefortino, Montefalcone Appennino, Smerillo, Monte Rinaldo, Montelparo, Montalto delle Marche, Loro Piceno, San Ginesio, Sarnano e Ripe San Ginesio, in un territorio di riferimento che si estende su tre province, Ascoli Piceno, Fermo e Macerata, abbracciando il Parco Nazionale dei Monti Sibillini. L’obiettivo è di comunicare e promuovere il patrimonio culturale dal punto di vista storico, culturale, artistico, ambientale e produttivo. Inserita in un più ampio progetto di valorizzazione del patrimonio culturale marchigiano, la mostra nasce con l’obiettivo di avvicinare il grande pubblico ai tesori artistici della Rete Museale dei Sibillini. Una parte delle opere, infatti, proviene dalla precedente mostra, conclusa il 19 novembre a Osimo, “Capolavori Sibillini” – l’arte dei luoghi feriti dal sisma”, un’operazione di grande valenza culturale e civica che ha visto la presenza del Ministro Franceschini, il riconoscimento dell’operazione dalle più alte cariche dello Stato e il conferimento della medaglia da parte della Presidente della Repubblica italiana, Sergio Mattarella.

Leggi l’articolo

Hai un progetto in mente? Parliamone insieme.

Contattaci